La Monitorizzazione del Pilota

L’evoluzione tecnica e l’introduzione dell’elettronica in questi due decenni ha portato gli ingegneri di F.1 a riempire le loro vetture di una moltitudine di sensori in grado di analizzare ogni piccola reazione durante un giro di pista. Osservando il loro lavoro il Dr. Ceccarelli ha avuto l’ispirazione per fare altrettanto con i suoi piloti, diventando quindi un precursore della Medicina dello Sport in F.1. Fin dal suo primo anno di attività sui campi di gara, datato 1989, ha iniziato infatti a registrare le frequenze cardiache dei piloti durante le gare per analizzarne le prestazioni e studiare le metodologie per migliorare il rendimento.

Si trattava di una ricerca molto difficile per il suo carattere pionieristico e autofinanziato. A causa di una carenza culturale sull’aspetto atletico del pilota da parte degli addetti ai lavori, che erano esclusivamente focalizzati sulla vettura, non veniva capita l’importanza di tale ricerca e quindi non veniva fornito alcun supporto né tecnico né economico. Eppure i primi dati rilevati con lo studio delle frequenze cardiache in gara avevano messo in evidenza che i piloti sono sottoposti ad intensi carichi di lavoro cardiovascolare, superiori a quelli di qualsiasi altra disciplina sportiva.  Nessuno sport infatti è capace di indurre un top-atleta ad avere frequenze cardiache superiori a 180 battiti di media per due ore.  Nonostante la mancanza del supporto da parte dei Teams, il Dr. Ceccarelli fu in grado di portare avanti il suo progetto di ricerca in maniera talmente efficace che ben presto gli strumenti reperibili in commercio furono superati dalle esigenze e quindi si rese necessario inizialmente di intervenire con delle modifiche per adattarli alle necessità e successivamente di progettare e costruire alcuni prototipi che soddisfacessero tutti i vincoli posti da una disciplina così complessa, quali dimensioni, peso e resistenza alle violente accelerazioni. Dai semplici cardiofrequenzimetri sono nati quindi degli strumenti che, oltre alla frequenza cardiaca, erano in grado di rilevare anche dati molto più complessi come l’elettrocardiogrammala variabilità R-R (un indice dell’attività del sistema nervoso) e la frequenza respiratoria.

Nel lontano 1995 il Dr. Ceccarelli fu in grado di realizzare quello che nessun altro fino ad oggi è stato in grado di replicare: trasmettere on-live l’elettrocardiogramma e la frequenza cardiaca di un pilota durante la guida di una gara di F.1 direttamente sui PC posti nel garage del Team e di conseguenza anche in televisione (RAI DUE). A quei tempi il pilota, prima di entrare in macchina, si doveva sottomettere ad un lungo rituale per l’applicazione di elettrodi e cerotti adesivi che garantissero una buona qualità del segnale. Conscio che questo avrebbe rappresentato un limite nell’applicazione di questi strumenti su larga scala, il Dr. Ceccarelli si è dedicato negli anni successivi a sviluppare una fascia toracica i cui elettrodi sono costituiti solo ed esclusivamente di tessuto e la cui applicazione sul corpo del pilota è praticamente istantanea. Oltre ai dati raccolti studiando l’attività cardiaca dei piloti, l’analisi dello stress fisico, mentale e  metabolico è stato integrato anche da uno studio effettuato indagando le variazioni di circa 30 parametri ematici rilevati attraverso un doppio prelievo di sangue, di cui uno effettuato 30 minuti prima della partenza di una gara di F.1 ed il secondo entro dieci minuti dalla fine della stessa. I risultati ottenuti con 7 piloti di F.1 sono stati fondamentali per mettere a punto tecniche di alimentazione e idratazione avanzate e metodologie di prevenzione dello stress psico-fisico. Anche in questo caso si tratta di una ricerca che fino ad oggi nessun altro è stato in grado di replicare in F.1.

Parallelamente a queste ricerche effettuate in pista, anche nella sede di Formula Medicine veniva portato avanti un progetto finalizzato ad estendere la monitorizzazione dei piloti durante gli allenamenti, in particolare all’interno dell’avveniristico Mental Training realizzato dalla equipe di Formula Medicine. Negli ultimi anni, dopo la dimostrazione dell’importanza degli aspetti cerebrali nella performance in gara, Formula Medicine ha focalizzato la sua attenzione sul rilevamento delle onde elettroencefalografiche come ulteriore parametro per indagare e migliorare il rendimento mentale. Con questi strumenti è possibile quantificare oggettivamente la capacità di Attenzione e di Meditazione durante una performance. La prossima avveniristica frontiera sarà quella di sviluppare la versione applicabile al pilota anche durante la guida in pista.